- Che dici, ci facciamo un’acqua e menta? -
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O meglio, non ci vuole proprio nulla per realizzarla, ma l’acqua e menta (o nella variante cicciosa: latte e menta) è una di quelle cose che mi fanno pensare alle estati della mia infanzia, esattamente, quando
- nessuno aveva in casa l’aria condizionata
- la canzone dell’estate non era la suoneria di un cellulare
- le espadrillas le portava anche mio papà
- per fare il riso freddo si comprava ogni singolo ingrediente
- nessuno pensava di andare a ficcarsi in un centro commerciale per trovare refrigerio
- di pomeriggio le strade erano deserte e ci mancavano solo le balle di fieno rotolanti per sentirsi in un film di Sergio Leone
- si desideravano i retini per le farfalle
- non si poteva uscire senza guardarsi in giro perché altrimenti arrivava il gavettone del vicino di casa
- se giocavi a palla contro i box dei vicini, la sera facevi i conti con il papà (e la mamma non pensava minimamente di mandarti dallo psicologo)
- il nonno ti mandava a comprare il giornale
- la fetta di anguria la si mangiava con le mani legate dietro la schiena
- si stava attenti perché “la macchia d’erba non va più via!”
- il ghiacciolo costava 400 lire e nessuno voleva quello marrone
- le mamme si affacciavano ai balconi a chiamarci perché la cena era pronta
- la sera ci si trovava ai giardinetti per prendere i maggiolini
- …
Ecco, queste e tante altre cose mi vengono in mente preparando l’acqua e menta.
Un unico suggerimento vero: versate la menta liquida direttamente sul ghiaccio e poi mettete l’acqua. Non so che differenza ci sia a dire il vero, ma è un’altra di quelle cose che… “mi ricordo che si faceva così”.
Buona acqua e menta a tutti e… Non caricatela troppo che altrimenti la sentite la mamma!

