Pubblicato da: orizzonti | 17 dicembre 2007

Lago di Favogna: Alto Adige romantico

L’esperienza che stavolta vogliamo raccontare non ha molto a che fare con escursioni montane intese in senso tradizionale.

Abbiamo eletto il Lago di Favogna, splendido angolo di Alto Adige, molto tranquillo durante le stagioni di mezzo e affollato solo nei weekend estivi, a meta ideale per una tranquilla giornata passata in compagnia della persona amata, sulle sponde di un placido lago balneabile e in un silenzio rotto solo dal gracidare delle rane, dal mormorio del canneto sfiorato dal vento e dal rintocco delle campane della chiesetta posta sulla collina vicina.

Lago di Favogna, Alto Adige

Posto ideale per trascorrere una giornata romantica all’aria aperta, il Lago di Favogna è però anche una meta molto interessante per il suo enorme valore botanico e faunistico: il luogo è biotopo protetto dal 1977, e numerose sono le specie vegetali presenti -tipiche degli habitat umidi- come l’erioforo, il fior di cuculo e il ranuncolo.

Situato sopra Magrè e collegato alla stessa da un’interessante via ferrata -da sperimentare solo se attrezzati per escursioni di un certo impegno- il Lago di Favogna si raggiunge partendo da Cortaccia, seguendo la strada serpeggiante che porta alle frazioni alte del comune e attraversando il bosco fino a raggiungere l’altopiano di Favogna di Sopra. Superato il minuscolo gruppo di case, la strada inizia a scendere verso l’ampio terrazzo di Favogna di Sotto a circa 1000 mt di quota, dove finalmente si incontra il lago.

Dal parcheggio gratuito nelle vicinanze della Trattoria Zur Kirche, si raggiunge in pochi minuti di passeggiata il lago, circondato dai prati e da un canneto, e sulla cui sponda nord-ovest si trova un pontile liberamente accessibile dal quale è possibile tuffarsi.

Le acque del Lago di Favogna, pulitissime dato il contesto incontaminato, possono in alcune occasioni apparire torbide a causa del fondale di tipo melmoso.

Non abbiamo sperimentato personalmente il piacere di nuotare in questo lago intatto poiché, vista l’altitudine,la temperatura dell’acqua lo rende accessibile solo nei mesi estivi, abbiamo invece passeggiato pigramente intono al lago, per poi prendere il breve sentiero che conduce alla Chiesetta sulla collina.

Varcato il cancelletto in legno che da accesso al minuscolo Campo Santo e poi alla Chiesa, il tempo sembra fermarsi. Anzi, sembra essersi fermato un centinaio di anni fa, con le piccole lapidi grigie e le croci di ferro battuto, testimonianze di una piccola comunità che viveva probabilmente senza molti contatti con l’esterno.

L’interno della Chiesa scricchiola a ogni passo, come se fossimo troppo grandi per quel posto, come se ogni movimento dovesse essere cauto, per non spezzare il fragile equilibrio che fa vivere nel presente un luogo nato per rimanere incessantemente legato con il passato. Siamo rimasti dentro alla Chiesa qualche minuto, in silenzio. È uno di quei luoghi in cui ci si sente in imbarazzo ad avere al collo una macchina fotografica.

Ce ne siamo andati al tramonto dal Lago di Favogna; non abbiamo camminato molto e non abbiamo raggiunto nessuna vetta, ma in questa giornata abbiamo trovato quello che ogni esperienza di cammino dovrebbe dare: serenità.

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