Pubblicato da: orizzonti | 30 giugno 2008

Alta Val Brembana – salita alla Cima di Grem

Nessuno sa dov’è l’imbocco del sentiero 223, nemmeno a Zambla Alta, dovre dovrebbe essere. Anzi, ci guardano perplessi quando aggiungiamo che è quello per salire alla Cima di Grem. “Il Grem!” -che diamine- e lo indico, bello imponente com’è…

***

L’itinerario è indicato dal CAI come EE (per escursionisti esperti) ma l’unica vera difficoltà è l’abbondante dislivello che mette a dura prova il fiato (in salita) e le ginocchia (in discesa). Si parte infatti da quota 1265 m.s.l.m. del Passo di Zambla per arrivare ai 2035 della Cima di Grem, su un percorso di circa 6 chilometri.

Il tempo di percorrenza indicato è di 3 ore per la salita (noi ci abbiamo impiegato circa 3 ora ma facendo alcune soste), metre dovrebbe essere di 2 ore e mezza per la discesa (ma a causa della ripidità di alcuni tratti del sentiero e delle parti ghiaiose -che hanno messo a dura prova i nostri tendini- noi ci abbiamo impiegato 3 ore).

A differenza di quanto indicato dal CAI, non c’è acqua sul sentiero, quindi è necessario partire con una buona scorta per evitare la disidratazione e altri disturbi dovuti alla sete.

Si parte dalla Santella (via Santella) di Zambla Alta, frazione di Oltre il Colle, in alta Val Brembana, prendendo il sentiero segnato con il numero 223. Si può comodamente parcheggiare l’auto vicino a bar Piccola Parigi, dove ci hanno dato le giuste indicazioni per trovare il sentiero e dove, al ritorno, abbiamo trovato un ottimo punto di ristoro dalle fatiche dell’escursione.

Il primo tratto dell’itinerario si sviluppa in un bel bosco, prima in leggera discesa, per poi cominciare a salire a tornanti con un sentiero sempre ben segnato e piuttosto largo, fino a sbucare su ampi e ripidi pascoli che offrono un bel panorama del fondovalle.

Da questo punto in avanti lo spettacolo dei fiori su questo sentiero naturalistico è incredibile: non siamo esperti ma le varietà, i colori e i profumi ci hanno piacevolmente accompagnato in questa non facile ascesa.

Dopo un breve percorso per i prati, si arriva alle Baite di Mezzo dove non molto visibile nell’erba alta il sentiero prosegue sulla destra. Superato un primo tratto ancora tra i pascoli, il sentiero si allarga notevolmente in una stradina di ghiaia (terribile in discesa) che offre ancora un bel panorama sulle montagne circostanti e il fondo valle.

Si giunge dopo una serie di tornanti alla Baita Alta a quota 1630 m.s.l.m.: qui abbiamo fatto una sosta sotto al portico della baita, e abbiamo sorseggiato dal mitico termos di Jimmy un buonissimo e rigenerante te’ alla menta.

Ripartiti con rinnovato entusiasmo nonostante la fatica cominciasse a farsi sentire, siamo dopo circa mezz’ora arrivati al Bivacco Mistri a quota 1800 m: anche qui piccola sosta per bere e poi quasi sobito in marcia perchè ormai la meta “dovrebbe essere” vicina. Dovrebbe perchè purtroppo la giornata ha riservato qualche nube, e la Cima di Grem è avvolta da una fitta nebbia.

L’ultimo tratto del percorso è l’unico in cui abbiamo avuto qualche difficoltà a scegliere il sentiero: bisogna infatti tenere la sinistra al bivio che si incontra, ma la difficoltà era dovuta al fatto che la nebbia copriva la cima e la croce che la sovrasta, altrimenti non avremmo potuto avere dubbi.

La salita finale ci ha letteralmente distrutto. Ok, probabilmente non eravamo allenati al meglio, forse c’era molta umidità a causa della nebbia e non avevamo neppure moltissima acqua a disposizione; ma certamente quella maledetta salita era ben ripida! Per nulla esposta o pericolosa, comunque.

Arrivati in cima non possiamo dire di essere stati ripagati dal panorama perchè eravamo letteralmente “dentro” ad una nuvola, ma sedersi sotto la bella croce di ferro a mangiare un panino con la mortadella e il sapore di avercela fatta in bocca, è sempre una soddisfazione.

La discesa non presenta particolari difficoltà e si svolge per lo stesso percorso dell’andata. A noi è risultta molto faticosa per via della ripidità del sentiero e delle nostre ginocchia poco allenate.

E’ stata una gran fatica, peccato le nubi in quota, ma la lezione della giornata è stata un’altra: mai in montagna senza un buona scorta d’acqua, avere sete taglia fiato e gambe!

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Responses

  1. Mazza’o…. ma l’avevate mai vista prima una montagna!?. L’itinerario da voi descritto è un percorso per principianti imbranati: litri d’acqua (ma non era giornata nuvolosa?), sentieri ghiaiosi, ginocchia scricchiolanti?????!!!! ma quali ORIZZONTI, fatevi delle belle passeggiate in pianura e, se m è consentito, consiglierei qualche buona curetta, una dieta e un pò più di allenamento. Saluti.

  2. Infatti noi siamo principianti imbranati. Mai detto il contrario. Tu invece, cosa sei?

  3. Grazie, ma non credo di aver mai scritto che noi siamo degli alpinisti esperti, anzi!
    A noi non interessa “vedere” tante montagne, ma vivere certe esperienze, anche -perchè no?- in pianura. Ma forse questo è un po’ troppo difficile da capire, soprattutto per chi magari a 8000 mt è rimasto troppo senza ossigeno…


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